Elettricista professionista mostra orgoglioso una moderna installazione con sistema di accumulo a batteria e inverter ibrido in ambito residenziale

Sistemi di Accumulo (SdA) e Inverter Ibridi: Schemi di Connessione e Normativa CEI 0-21

La transizione energetica sta evolvendo l’impiantistica residenziale, trasformando il classico utente domestico in un “prosumer”, ovvero un utente che è al tempo stesso consumatore e produttore di energia elettrica. La necessità principale in ambito residenziale è la massimizzazione dell’autoconsumo energetico, traguardo raggiungibile integrando all’impianto fotovoltaico dei moderni Sistemi di Accumulo (SdA). Vediamo come inquadrare correttamente queste tecnologie sotto il profilo tecnico e normativo.

Cosa sono i Sistemi di Accumulo (SdA) secondo la Norma CEI 0-21?

Per progettare un impianto a norma, bisogna prima di tutto comprendere come il legislatore classifica i dispositivi. La Norma CEI 0-21 e la serie CEI EN 50549 equiparano i Sistemi di Accumulo a tutti gli effetti a dei generatori.

Un Sistema di Accumulo è formalmente definito come un insieme di dispositivi, apparecchiature e logiche di controllo funzionali ad assorbire e rilasciare energia elettrica, previsto per funzionare in parallelo con la rete di distribuzione pubblica. Qualsiasi SdA, a prescindere dalla sua chimica, rientra pertanto nella definizione normativa di “Generatori statici” e sottostà alle medesime regole di interfacciamento previste per i moduli fotovoltaici.

Elettricista professionista ispeziona un inverter ibrido e un sistema di accumulo a batteria

Tipologie di Connessione: Lato CC, Lato CA e Inverter Ibridi

Durante lo sviluppo dello schema elettrico per un’unità immobiliare attiva, la tipologia di interfacciamento è cruciale. I dati di progetto devono chiarire fin da subito se la tipologia di sistema di accumulo sarà di tipo “lato CA”, “lato CC”, oppure “ibrido”.

Tecnicamente, un Sistema di Accumulo può essere implementato con due architetture principali:

  • Realizzato tramite una sezione derivata direttamente sul bus in Corrente Continua (CC) di un sistema di generazione preesistente (es. a monte della porta CA del convertitore), soluzione tipica dei moderni inverter ibridi fotovoltaici.
  • Come sistema completamente a sé stante, dotato di un proprio convertitore CC/CA indipendente, installato su una porzione di impianto dedicata (lato CA).

I SdA possono essere installati contemporaneamente alla costruzione di un nuovo impianto fotovoltaico, oppure possono essere aggiunti successivamente in fase di ammodernamento (revamping) ad un sistema di generazione già esistente.

Limiti di Potenza per l’immissione: Monofase vs Trifase

Un aspetto determinante in fase di dimensionamento impianto fotovoltaico abbinato all’accumulo, è il limite fisico della rete a cui ci si allaccia. Secondo le disposizioni della Norma CEI 0-21, gli impianti di produzione collegati alla rete pubblica mediante un sistema elettrico di distribuzione monofase possono avere una potenza complessiva immessa in rete fino a 6 kW.

Vi è tuttavia una deroga importante: è facoltà specifica del Distributore (DSO) locale concedere l’elevazione di tale limite di potenza fino a 10 kW in monofase, valutando le condizioni della rete. Oltre questa soglia di potenza, la connessione impone obbligatoriamente il passaggio ad un sistema elettrico trifase, all’interno del quale la potenza generata dai dispositivi dovrà essere equamente ripartita per non creare forti squilibri sulle singole fasi.

Batteria di accumulo al litio a parete accanto a un quadro elettrico smart in un garage moderno

Burocrazia semplificata: Il Modello Unico per connessione FV e Accumulo

Uno degli scogli storici per gli installatori è la gestione delle pratiche amministrative. Fortunatamente, per gli impianti di piccola taglia (tipici degli ambiti residenziali) è possibile adottare una procedura enormemente semplificata introdotta dal Decreto Ministeriale MiSE del 2015 e successivamente estesa dalle Delibere ARERA e dal MiTE nel 2022.

Questa procedura sfrutta il “Modello Unico” e si applica sia alle nuove installazioni di impianti fotovoltaici sia a modifiche o potenziamenti di impianti esistenti (compresa l’aggiunta di batterie), a condizione che la potenza nominale dell’impianto finito non superi i 200 kW e che il cliente sia già titolare di una connessione in prelievo attiva. L’iter burocratico del Modello Unico è suddiviso in due passaggi fondamentali:

  • Parte I (Inizio Lavori): Da inoltrare telematicamente al Distributore (DSO) prima di iniziare i lavori fisici; la pratica contiene i dati tecnici preliminari dell’impianto e la selezione del tipo di trattamento economico richiesto al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per l’energia ceduta.
  • Parte II (Fine Lavori): Da inviare sempre al DSO una volta conclusi i collaudi, per confermare i dati definitivi e autorizzare definitivamente il GSE a procedere al trattamento economico scelto.

Il grande vantaggio di questa procedura è che delega direttamente al DSO l’onere di effettuare, per conto dell’utente, tutte le comunicazioni obbligatorie presso il Comune, l’attivazione della convenzione sul portale del GSE e la registrazione nel database nazionale Gaudì gestito da Terna.

Nota dell’Autore: Per collegare correttamente l’inverter ibrido e definire i diametri esatti delle condutture in Corrente Continua, ricordati sempre di far riferimento alla portata dei cavi elettrici fotovoltaici dedicati, che dovranno resistere non solo ai normali carichi di lavoro ma anche all’esposizione prolungata agli agenti atmosferici.

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